Calcolosi Urinaria

La calcolosi delle vie urinarie è una patologia che ha un’incidenza del 4-5% nella popolazione adulta e può costituire una condizione invalidante per il paziente e dispendiosa per i costi relativi alle spese mediche sostenute dal sistema sanitario nazionale annualmente.

Vi è una lieve prevalenza del sesso maschile, la fascia d’età maggiormente colpita è tra i 35 e i 60 anni

Esistono varie condizioni che possono predisporre alla calcolosi urinaria:

  • Assunzione di acque eccessivamente dure
  • Tipo di alimentazione (in particolare abuso di cibi contenti ossalati come spinaci, cacao, alcuni latticini)
  • La quantità di acqua assunta durante la giornata
  • Patologie metaboliche predisponenti (iperparatiroidismo, gotta, ipercalciuria, iperossaluria)

La calcolosi urinaria si distingue in: renale (cira il 60%), in cui ad essere interessati sono i reni mono o bilateralmente. Ureterale (circa il 30%), costituisce la forma maggiormente pericolosa a causa dell’idronefrosi che si può generare con conseguente screzio renale. Vescicale (circa il 10%).

Sintomi

Il sintomo più classico della calcolosi urinaria è rappresentato dalla colica renale, descritto come un dolore estremamente intenso, a rapida e brusca insorgenza che si irradia dalla regione dei lombi fino al testicolo o alle grandi labbra omolaterali (dello stesso lato del rene interessato). In genere la colica renale è sostenuta da calcoli di dimensioni comprese tra 0,5 e 1,5 mm che interessano l’uretere. Spesso si associano anche sintomi di natura vegetativi (per attivazione dei sistemi simpatico e parasimpatico), come nausea, vomito e diarrea. Nei casi più gravi può essere presente anche febbre, come conseguenza di un interessamento infettivo del parenchima renale (nefrite). È possibile osservare sintomi di natura urinaria come pollachiuria (elevata frequenza), stranguria (bruciore minzionale), ematuria (sangue nelle urine). Può rendersi necessaria l’ospedalizzazione in quanto i comuni antidolorifici e antiinfiammatori non risolvono la sintomatologia dolorosa.

Quando la calcolosi interessa il rene o il calcolo sia di vecchia data la sintomatologia può essere meno intensa e corrisponde a un senso di peso in regione lombare o sovrapubica. Il dolore tende a risolversi con l’assunzione dei comuni antidolorifici.

Diagnosi

È fondamentale la visita dell’urologo e l’esecuzione di determinate manovre diagnostiche (Manovra di Giordano). L’esame clinico va sempre integrato con diagnostica di imaging:

  • Ecografia apparato urinario
  • Tac addome senza mezzo di contrasto

Terapia

La terapia della calcolosi urinaria si divide in terapia medica espulsiva, terapia conservativa con litotrissia extracorporea, terapia chirurgica.

La terapia medica consiste nell’assunzione di farmaci antiinfiammatori per via orale e iniettiva e antiedemigeni. Può essere utile somministrare citrato di potassio o sodio bicarbonato in modo da mantenere il PH urinario verso valori più alcalini e rendere i calcoli più “solubili”, ma in generale questo approccio è limitato a una percentuale minore di pazienti (calcosi uratica, calcolosi cistinica).

Litotrissia extracorporea (ESWL): è una procedura non invasiva, con tasso di complicanze relativamente basso. Trova indicazione nelle calcolosi di dimensioni complessive inferiori ad 1 cm di diametro massimo, renali e ureterali. Non ha indicazione nella calcolosi vescicale.

Terapia chirurgica, si divide in:

  • Terapia endoscopica e percutanea: Si basano su tecniche che consentono la frammentazione del calcolo con onde balistiche o fibra laser. Le tecniche endoscopiche consentono di operare sfruttando le vie urinare per via retrograda (Ureteroscopia) con polverizzazione del calcolo con diversi tipi di fibre laser. La procedura percutanea (PCNL) è indicata per le calcolosi renali, in particolare per quelle di dimensioni maggiori e utilizza onde balistiche consentendo di avere maggiore controllo del campo operatorio e ottenendo di solito una maggiore bonifica del rene dai frammenti generatisi dal bombardamento.
  • Intervento chirurgico a cielo aperto: è un approcio sempre meno utilizzato per il continuo aggiornamento delle tecniche mini invasive. è indicata nelle calcolosi renali a stampo non risolvibili con tecnica percutanea e nelle calcolosi vescicali multiple o di dimensioni superiore ai 5 cm. Complessivamente meno dell’1% delle calcolosi vengono trattate con tecnica a cielo aperto.

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